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Ciao,
sono Stefano Gatti e questo è il centottantatreesimo numero della newsletter LaCulturaDelDato: dati & algoritmi attraverso i nostri 5 sensi. Le regole che ci siamo dati per questo viaggio le puoi trovare qui.
Ecco i cinque spunti del centottantatreesimo numero:
👅Etica & regolamentazione & impatto sulla società. Algoritmi, idee e passeggiate: il futuro (dei creator) secondo Andrea Girolami
Presentati: Andrea Girolami. Giornalista, content manager, strategist, il modo migliore per descrivere quello che faccio è “creator mancato”, ma sto recuperando. Produco format e contenuti da quando avevo vent'anni. Ho lavorato per Tiscali negli anni della bolla di internet, poi per MTV Italia curando la programmazione musicale e i contenuti digitali di alcuni progetti multipiattaforma. Ho fatto parte della redazione di Wired Italia seguendo soprattutto lo sviluppo di contenuti video. Ora sono responsabile dello sviluppo dei contenuti digitali di Mediaset elaborando nuovi format e progetti digitali. In parallelo porto avanti il mio progetto personale: Scrolling Infinito è una newsletter con quasi 20,000 iscritti, un canale YouTube e un po’ di altre cose in arrivo. Forse va a finire che non è troppo tardi per diventare un creator.
Il mio ruolo tra 10 anni sarà ...
Il mio ruolo tra 10 anni sarà quello di guardare l’orizzonte e provare ad immaginare le poche cose che l’intelligenza artificiale non riesce a pensare. Lavorerò pochissimo e senza orari prestabiliti. Il mio lavoro sarà quello di produrre e mettere a terra idee che arrivano nei momenti più disparati della giornata, mentre faccio una passeggiata, mentre faccio colazione, prima di un riposino. Sarò un freelance a disposizione del miglior offerente, la gran parte del lavoro sarà automatizzato e quasi nessuno avrà più degli impieghi fissi d’ufficio.
Quale è la sfida più importante che il mondo dei dati e algoritmi ha di fronte a sé oggi? Il mondo dei contenuti, ma anche della finanza, si muove sempre di più verso un modello che procede per estremi e allontana “gli emergenti” dai “grandi successi”. La sfida è quella di non rendere questo divario incolmabile e impedire la creazione di nuove proprietà intellettuali che possano portare un ricambio generazionale e d’immaginario indispensabile per l’industria culturale, ma anche per la nostra salute mentale. Abbiamo bisogno di algoritmi che permettano la nascita di nuovi Harry Potter, nuovi MrBeast, nuove Taylor Swift.
Segnalaci il progetto o la risorsa nel mondo dei dati di cui non potresti fare a meno …Sono un grande fan del lavoro dell’analista, e ora autore di newsletter, Doug Shapiro. Invito tutti a seguire la sua newsletter The Mediator, in cui raccoglie e analizza i trend nel mondo dei media, contenuti e marketing con tabelle e grafici originali estremamente preziosi che mi trovo a citare spessissimo nella mia newsletter Scrolling Infinito.
PSS (Post Scriptum di Stefano): A testimonianza del fatto che Andrea non è affatto un creator mancato, anzi, è un profondo conoscitore di questo trend ormai centrale per tutti, poco dopo che ci siamo sentiti per l’intervista ha annunciato l’uscita del suo nuovo libro “Rivoluzione creator. Che cosa fanno, come lo fanno e perché”. Un libro assolutamente da non perdere: uscirà tra pochi giorni ed è già in prevendita qui.
👃Investimenti in ambito dati e algoritmi. Robotica, il futuro si gioca sui modelli del mondo
Ci sono diverse ragioni che mi rendono molto ottimista sul futuro della robotica e delle sue innumerevoli applicazioni nel mondo reale. È per questo che seguo l’evoluzione di questo trend con grande attenzione e ti condivido riflessioni e approfondimenti periodicamente.
Se oggi dovessi dirti quali sono le tre motivazioni che più mi fanno credere in questo trend, eccoti quelle che, a mio giudizio, sono le più importanti:
L’invecchiamento della popolazione in quasi tutte le geografie, soprattutto nel mondo occidentale, rende sempre più importante, sia nella manifattura sia in attività domestiche più generali, l’utilizzo di robot per compensare la mancanza di persone in età lavorativa. Questo avviene in una fase in cui la domanda di servizi, soprattutto di assistenza, cresce, proprio a causa di un numero sempre più alto di persone anziane.
Il trend in corso di parziale re-shoring delle attività di produzione industriale, dovuto anche a un rallentamento della globalizzazione (tra dazi e costi crescenti della logistica), sta spingendo nuovi investimenti in questo ambito.
I continui miglioramenti in quelli che sono i veri pilastri della robotica moderna: i world foundational model. Questi stanno accelerando lo sviluppo e la personalizzazione dei sistemi robotici, rendendoli più rapidi da addestrare e meno costosi da implementare.
📌 L’approfondimento che ti suggerisco oggi riguarda proprio i world foundational model. Un world foundational model è una nuova categoria di modelli di intelligenza artificiale che mira a fornire una rappresentazione di base (foundational) del mondo fisico, spaziale e dinamico, al pari di come i large language model (LLM) forniscono una rappresentazione di base del linguaggio.
Il termine è emerso di recente nel contesto della robotica e dell’AI embodied (cioè quei sistemi che agiscono nel mondo fisico). L’idea è che, per permettere a un’AI di interagire con oggetti reali, non basti capire il linguaggio o le immagini statiche: serve un modello che sappia rappresentare spazi 3D, dinamiche di movimento, vincoli fisici e invito all’uso degli oggetti.
Se vogliamo, i world foundational model si propongono quindi come gli “equivalenti degli LLM”, ma per il mondo reale.
Un world foundational model tipicamente ha:
Rappresentazione multimodale
Integra visione, linguaggio, azione, percezione tattile e segnali temporali. Non solo testo o immagini, ma un “modello unificato” del mondo.Ragionamento spaziale e fisico
Capacità di modellare scene 3D, traiettorie e trasformazioni, con comprensione di forze, equilibrio e dinamiche degli oggetti.Capacità di generalizzazione
Addestrato su ambienti simulati e dati reali, dovrebbe essere in grado di generalizzare a contesti mai visti prima, come fanno gli LLM con nuovi testi.Azioni e pianificazione
Produce non solo descrizioni, ma anche piani di azione (sequence-to-action). Un esempio: dici a un robot “metti la tazza sul tavolo” e il modello calcola la traiettoria nello spazio per eseguire l’azione.
📚 Se vuoi approfondire il trend dei world foundational model, ti consiglio questo articolo di Michael Spencer e Diana Wolf Torres: “World Foundational Models are Accelerating General Purpose Humanoid Robotics”.
Partendo dalle basi, cioè cosa sono questi modelli, ne elenca e descrive alcuni tra i più promettenti. Tra questi, ti suggerisco di dare un’occhiata a MolmoAct, un nuovo modello open source presentato da AI2 nel blog ufficiale il 12 agosto 2025: è descritto come il primo modello della classe Action Reasoning Models (ARM), capace di ragionare in 3 dimensioni e di trasformare istruzioni in veri e propri comandi spaziali per robot.
🤖 Se vuoi sapere cosa ne pensa, di questo momento decisamente dinamico della robotica, una persona che di trend tecnologici ne ha anticipati parecchi, ti consiglio di leggere questo numero della newsletter di Andrew Ng, dove commenta una recente acquisizione di Hugging Face proprio in questo ambito.
🖐️Tecnologia (data engineering). AI Index Report 2025: dati, impatti e tendenze che contano
Esistono tantissimi report che cercano di fare il punto su un trend. E, quanto più il trend diventa importante, tanto più aumenta il numero di questi report. Per questo cerco di non segnalarti tutto quello che leggo sull’AI, ma solo ciò che ritengo davvero di valore e ad alto impatto. Ci sono tre attributi che valuto quando leggo un report e decido se dedicarci tempo e segnalartelo:
L’affidabilità e la neutralità di chi lo scrive
L’anzianità (o meglio: la profondità storica) del report
La sua originalità, sia nei contenuti che nei dati
Tutto questo per dirti che l’approfondimento di oggi è dedicato al 2025 AI Index Report. Ha tutti e tre i requisiti di cui sopra. Tra l’altro è all’ottava edizione ed è nato ben prima dell’hype dell’AI generativa. Non è uscito la scorsa settimana, ma ad aprile. Come sai, amo prendermi il tempo per leggere con calma prima di segnalarti qualcosa. E l’effetto Lindy… lo sta facendo invecchiare molto bene!
Sono 457 pagine, quindi chiaramente non si possono leggere tutte d’un fiato ☺️. Ma ci sono diversi percorsi di lettura: dalla sintesi dei Top Takeaways ai Report Highlights.
Se devo dirti le parti che mi hanno più colpito, ti segnalo:
il capitolo 4, sugli impatti economici che l’AI sta generando
il capitolo 5, sugli impatti su scienza e medicina
Questo è il mio grafico preferito: fotografa molto bene come l’intelligenza artificiale stia ormai impattando la vita di tutti i giorni.
Se poi vuoi approfondire alcune tematiche senza leggerti tutto il malloppo, questa intervista di Ben Lorica a Nestor Malej, capo redattore del report, è decisamente interessante.
Buona lettura!
👂🏾Organizzazione e cultura dei dati e algoritmi nelle organizzazioni. Software, dati, conoscenza, algoritmi, e bilanci: i(l) consigli(o) del CTO britannico (e non solo …)
“Il problema è che considerare il software come un bene capitalizzabile è sempre stato un errore. La crescita dei servizi in abbonamento e del cloud ha messo sotto pressione questo approccio, perché il cloud ha trasformato l'hardware in software e i servizi in abbonamento hanno rivelato la natura del software come qualcosa in continua evoluzione e sviluppo. Insieme, dimostrano che quando un'organizzazione decide di creare un nuovo software, non sta acquistando un bene statico il cui valore diminuirà nel tempo, ma sta creando una nuova capacità operativa il cui valore dovrebbe (o potrebbe n.d.r.) aumentare nel tempo …
Ad un certo punto della carriera, la maggior parte dei tecnici si trova ad affrontare il tema di come gestire le questioni legate a CAPEX e OPEX. Forse dovremmo prenderci sempre più la briga di aiutare i colleghi dell’area finance ad affrontare la curva di apprendimento per capire come funziona davvero il software.”
Ti propongo questo passaggio finale di un approfondimento del CTO del governo britannico David Knox, perché tocca un tema che, se “invecchi” nella tua organizzazione dentro aree tecniche, prima o poi dovrai affrontare: capire le regole degli investimenti ascrivili a bilancio quando si parla di asset tecnologici. Knox, nell’articolo, spiega bene alcune criticità nei modelli di valutazione del software, che sono ancora troppo ancorati a logiche da “cose fisiche”.
Personalmente, ci sono tre altri aspetti che ruotano attorno alla tecnologia e ai bilanci su cui ho riflettuto (e lavorato) molto con colleghi dell’area finanziaria e che toccano argomenti che stanno decisamente a cuore a questa newsletter. Te li butto lì sotto forma di domande, perché non ho risposte perfette, ma a volte le risposte “sufficientemente buone” sono già di valore (soprattutto per i bilanci 😄):
📌 Il dato (acquistato) di terza parte è solo un costo o si può capitalizzare? E se viene arricchito con altri dati?
📌 I sistemi di intelligenza artificiale, parliamo anche solo di “semplice machine learning”, se aumentano la loro efficacia nel tempo, si svalutano o si rivalutano?
📌 La conoscenza interna all’azienda può essere capitalizzata? E la formazione non può mai esserlo?
Chiaro, la vera risposta a tutte queste domande è: “dipende”. Dipende dai contesti, dai settori, e persino dalle geografie in cui si redige il bilancio.
Ma già solo farsi queste domande... è qualcosa che ha valore!
👀 Data Science. Lost at SQL: il gioco che ti insegna SQL divertendoti
Back to 62
Nel libro che abbiamo scritto con Alberto Danese poco più di tre mesi fa, abbiamo dedicato una delle quattro parti ai tantissimi metodi per imparare. E una sezione di questa parte, la prima, e forse non è un caso, è tutta dedicata a imparare giocando. In questa sezione raccontiamo perché, secondo la nostra esperienza (diretta), è un metodo molto efficace e suggeriamo al lettore un sacco di percorsi pratici (link e progetti) per farlo.
Uno dei tanti link che suggeriamo nel libro è proprio quello che ti ri-suggerisco oggi. Sì, era stato il link più cliccato tre anni fa, nell’edizione 62 della newsletter, ed è ancora oggi molto molto valido per diversi motivi.
Il linguaggio SQL non solo non è andato in pensione, ma è sempre più usato anche dalle intelligenze artificiali generative. E dal momento che anche loro non sono infallibili, conoscerlo diventa ancora più importante: non solo per scriverlo, ma anche per verificare se gli LLM lo hanno scritto correttamente. Magari lo useremo (in scrittura) un po’ meno, ma sarà sempre fondamentale saperlo leggere.
Come scrivevo tre anni fa, "Lost at SQL: The SQL Learning Game" è uno strumento imperdibile: una story adventure dove progredisci superando sfide a colpi di SQL. Puoi giocarci in due modalità: in modalità apprendimento, il modo più facile, pensato per chi vuole imparare a piccoli passi, e in modalità sfide, dove, in base al tuo livello, che puoi testare in partenza, avanzi nella storia solo se riesci a risolvere quesiti usando SQL in maniera abbastanza avanzata.
Se poi non ti basta l'SQL, dallo stesso eclettico Robin Lord trovi anche un altro learning game tutto basato sulle Regex.
E l’ultimo consiglio che ti lascio è di seguire il suo blog, tecnico e pratico allo stesso tempo, dove puoi trovare spunti utili come questo qui sotto, che ti suggerisce come usare al meglio Google Colab, definito in maniera simpatica (e molto azzeccata) da Robin come: "Google Docs but for Python" 🐍
📅 Nel Mio Calendario (passato, presente e futuro)
Mercoledì 17 Settembre alle 19.00 sarò nella nuova casa di Cosmico a Milano (un'intero piano dell'edificio di Fondazione Feltrinelli) a registrare una puntata del podcast Work After , ospite di Matteo Roversi, insieme a Silvia Zanella. Parleremo della convergenza in atto tra HR e tech nelle organizzazioni. Se vuoi esserci puoi registrarti qui.
Se invece vuoi vedere la presentazione del libro che ho scritto con Alberto Danese fatta alla puntata di Settembre del DAMA Italy Book Club puoi farlo accedendo qui alla registrazione dell’evento svoltosi Mercoledì 10 Settembre.
Se hai ulteriori suggerimenti e riflessioni sui temi di questo numero o per migliorare questa newsletter scrivimi (st.gatti@gmail.com) o commenta su substack.
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Alla prossima!




