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Adriano Devita's avatar

Bell'articolone con tante cose interessanti. Io mi sono occupato per alcuni anni di age management nelle PMI del Veneto e in Europa, che non sono corporation gigantesche. Mah... alla fine non ne vogliono sapere, queto è. facciamocene una ragione. Ragionando da psicologo cambierei approccio: che cosa puoi cambiare in realtà? Principalmente stesso. Le persone che sono vicine al TOP delle loro carriere professionali dovrebbero orientarsi in modo autonomo alla fase calante. L'unico modo per non essere, progressivamente emarginati è esser proprietari di qualcosa. Se nessuno ti ha assunto nessuno ti licenzia. Mi sono convinto che questo cambiamento va preparato in anticipo e non è semplice, anzi. Devi cogliere i segnali deboli e capire che cosa puoi diventare. Il passaggio chiave non è "che cosa posso fare" ma "come diventare ciò che sono" È la rivincita della sapienza greca sul turbo liberismo. Non mi pare che questo approccio sia molto discusso, ma penso che lo sarà.

Davide Polotto's avatar

La prima parte del post mi preoccupa molto e farà sì che scoppi inevitabilmente la bolla dell' AI (che ovviamente continuerà il suo progresso comunque). Le aziende non stanno investendo, vuoi un contesto geopolitico non favorevole in questo momento, vuoi che cambiare approccio e trasformare i processi per integrarci'AI richiede alcuni passi 'faticosi' come un' architettura il più strutturata possibile (meglio se in Cloud), una struttura dati e una qualità del dato di un buon livello, documenti ecc...questo fa si che tanti manager invece di avviare un percorso di innovazione del processo e di una governance più strutturata preferiscono continuare come hanno sempre fatto (tanti andando avanti con l'intramontabile AS400)... però il tema che oggi viene vista come "l'AI " e non come un mezzo per innovare ed efficientare i processi è verissimo e credo che sia un grande bias che caratterizza la distanza che c'è sempre stata tra IT e Business...solo che questa distanza ormai è sempre più sottile, quasi tutto nelle aziende è digitale, quasi tutto si riconduce a un dato da trasformare in informazione, tutti vogliono essere data driven a parole ma il problema forse è che lato IT manca qualcuno che spieghi, con il linguaggio del business, come arrivarci

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