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Grazie Stefano per l'ospitata! :D

Sono restato nei limiti dei caratteri dell'intervista, ma qui posso aggiungere qualcosa in più che mi sembra utile... Mi ricollego al discorso sullo Span of Judgment

1) Come si misura?

Si sceglie un tipo di segnale solo come una richiesta fuori standard, un'anomalia di margine, un reclamo che si ripete. Si fissa t0 al momento in cui quel segnale è comparso da qualche parte in azienda (mail, un ticket, una riga negli appunti di una call) e non a quando è arrivato in riunione, che è la scorciatoia che fa sembrare tutto più veloce. Si fissa t1 a quando la decisione è stata presa e comunicata a chi la deve eseguire.

Dieci casi o anche meno in un mese bastano per avere un numero abbastanza onesto.

2) Non guardate la media!

La mediana può stare sulle ore mentre il novantesimo percentile sta sulle settimane, e la congestione vive quasi sempre nella coda. È la distribuzione a dire come decidete, non il valore medio.

3) Non trasformatelo in un obiettivo!

È un indicatore diagnostico e non un target. Certe decisioni devono prendersi lentamente, e nel momento in cui diventa un numero da "far scendere" qualcuno potrebbe incominciare a chiudere pratiche per abbassarlo. Serve a vedere dove si accumula l'attrito e non a premiare chi corre.

Per il resto il pezzo di Matt Wood sul disequilibrio controllato: il tempo di attraversamento è il modo più semplice che conosco per capire se il disequilibrio di un'organizzazione è controllato oppure è solo disordine.

Ci sto per il formato di Novembre e porto il mio contributo, se serve una domanda da cui far partire un numero la mia sarebbe questa:

"quando una decisione la prende un algoritmo che abbiamo scelto noi, chi ne risponde?"

L'avevi scritta proprio tu nel 233 (se la memoria non mi inganna) e penso sia la domanda che attraversa tutte e quattro le sezioni :)

Un abbraccio!

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